Come trovare il coraggio di cambiare vita

 La vita di tutti noi è fatta di alti e bassi, di cose che vanno come vogliamo e di altre che invece non si realizzano mai. Non esiste una vita perfetta. Ma esistono delle grandi differenze tra coloro che, tra alti e bassi, continuano a crescere e ad andare avanti con atteggiamento positivo ed ottimistico ed altri invece che si arenano e si perdono.

L'universalità dei rischi e dei problemi ha reso la paura un meccanismo protettivo importante che tutti noi adottiamo molto spesso. Davanti alle incertezze, alle perdite e alle difficoltà emerge la paura, un antico meccanismo difensivo che molto spesso ci salva la pelle.

Il confine però tra essere di aiuto ed essere la ragione stessa dei nostri insuccessi è molto sottile. La paura è spesso eccessiva rispetto al rischio reale e paralizza la persona impedendo qualsiasi scelta e creando un presupposto per un malessere cronico.

È questa situazione quella che non vive mai colui che trova il coraggio. La persona coraggiosa vive la paura come tutti ma non si fa governare e paralizzare da essa. Anzi impara ad usarla per rafforzare la fiducia in se stesso e nella vita, per spingersi avanti invece che farsi frenare.

Il coraggio, come ogni altro nostro comportamento, non è innato ma piuttosto è una conseguenza di un allenamento, di una pratica deliberata. Nessuno nasce coraggioso o vigliacco e pauroso. Ognuno di noi lo diventa coltivando, magari inconsapevolmente, alcune abitudini.

Il coraggio si esercita quando si capisce la differenza tra subire le scelte e farle, si accetta che la strada più comoda non è quasi mai quella più giusta e si decide di smettere di lamentarsi e di iniziare a lavorare su se stessi. Si inizia da piccole azioni quotidiane e, piano piano, si migliora anche in quelle più rare e complesse.

 

Avere il coraggio di cambiare vita

Ci sono alcune condizioni che favoriscono l'emergere del coraggio e altre che invece rendono l'essere coraggiosi molto improbabile. Come sempre tutto dipende dal nostro mondo interiore e da come impariamo a gestirlo.

Nella mia esperienza le persone che vogliono cambiare vita mi parlano di situazioni particolari, che però sembrano molto comuni:

  • Una certa stagnazione nella carriera lavorativa, contrassegnata da delusioni, rimorsi, poco adattamento, mancanza di stimoli e in tanti casi un corrispettivo non all'altezza delle proprie aspettative, anche in relazione all'esperienza maturata, alle capacità acquisite.

  • Una vita familiare difficile e complicata nella quale è pressoché impossibile trovare il proverbiale bandolo della matasse e si decide allora di dare un taglio netto. Il desiderio di libertà, ma anche di sgravarsi di un po' di responsabilità.

  • Un certo grado di delusione e pentimento per alcune scelte di tipo personale, ad esempio nei rapporti di coppia, che risultano essere irrecuperabili e che suggeriscono come soluzione l'allontanamento. Questo tipo di disillusione c'è anche nei confronti dei rapporti di amicizia che si perdono nel tempo e che quindi non rappresentano più un ostacolo a un eventuale scelta drastica.

  • Si può cambiare vita per attuare un vero e proprio cambio di scenario: provare nuove esperienze, assecondare il desiderio di vivere in un determinato luogo, ricominciare completamente daccapo.

La voglia di ricominciare e ripartire da zero

Nella mia esperienza ho avuto a che fare con situazioni simili. In tanti mi hanno chiesto: ma Filippo, si può rinascere? Come posso ripartire da zero e rifarmi una vita?

Questa voglia viene spesso frustrata da un eccesso di rimorsi e rimpianti ("ho sprecato la mia vita", "quel poco che mi ero guadagnata è andato in fumo", "mi sento tradito", "ho rinunciato a uscire e frequentare gli amici", "desidererei solo andarmene via di casa"), che sicuramente non è il massimo quando si tende a proiettare la vita verso un futuro prossimo.

Ma probabilmente questo sentimento di rivalsa nei confronti del proprio passato è necessario a spingerti verso quella decisione.

Allora cosa serve e come fare?

1. Chiarezza di pensiero

La confusione facilita la paura e sopprime il coraggio. Per avere coraggio ci vuole chiarezza, occorre soprattutto percepire in maniera nitida cosa conta davvero. Se per esempio tu dovessi buttarti nel mare in tempesta per salvare una persona e iniziassi a pensare alle onde, al freddo, al rischio che corri, non troveresti mai il coraggio necessario. Se invece percepisci chiaramente che la priorità è salvare una vita, il coraggio emerge immediatamente.

2. Accettare i contraccolpi

Una delle caratteristiche dei paurosi rispetto ai coraggiosi è che i primi pensano eccessivamente alle conseguenze di ogni loro azione. Questo inevitabilmente fa aumentare la paura e favorisce la paralisi. Ogni scelta ha delle conseguenze e crea dei contraccolpi. Inevitabilmente la vita è un rapporto delicato tra costi e benefici, tra rischi e ricavi. L'unico modo per non correre alcun rischio è appunto quello di non agire, cosa che genera però il pericolo più grosso di tutti: quello di buttare via la propria vita.

3. Avere energia fisica e mentale

La stanchezza ci rende deboli, confusi e ovviamente impauriti. Quando i livelli di energia sono al minimo diventa difficile per la mente esprimere quelle caratteristiche che favoriscono il coraggio. Ragionare sulle proprie scelte, provare a prendere decisioni importanti in uno stato di stanchezza e scarsa energia produce in genere pessimi risultati. Un motivo in più per tenere a mente l'importanza dei 4 fondamenti di una vita sana: nutrizione, integrazione alimentare, allenamento fisico e gestione della mente e dello stress. Curare questi aspetti significa rafforzare mente e corpo e da una posizione di forza possiamo esprimere più coraggio.

Spesso ci dimentichiamo quanto la vita sia breve. Pensiamo di avere il lusso di rimandare all'infinito, di farci governare dalle paure nell'illusione che tanto ci sarà tempo più avanti per essere coraggiosi. Ma il coraggio non arriva dall'alto, non capita per caso.

Evolutivamente siamo tutti coraggiosi. Nel vero senso della parola. L'uomo di Neanderthal si distacca dai suoi predecessori proprio per la presenza di un gene detto DRD4-7R che lo ha reso più disposto a correre rischi, più interessato alla novità e più portato all'esplorazione.

Ognuno di noi porta dentro di sé questa antica propensione al coraggio, ma schiacciati da mille remore e troppi pensieri finiamo con il dimenticarcelo. Così adottiamo comportamenti che ci addestrano alla paura e che favoriscono la paralisi. Impara ad allenare il coraggio a partire dalle piccole scelte quotidiane, fatti guidare dal corso che ha già aiutato centinaia di persone a ritrovare il proprio coraggio.

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Medico degli astronauti dal 2000 al 2007, autore di 12 libri (Bestseller), ideatore del Metodo Ongaro® per l'alta prestazione e la crescita personale.

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