3 azioni per aumentare la tua produttività

Tutti noi aspiriamo ad ottenere il massimo risultato nel minor tempo possibile. Non è così anche per te? Spesso però siamo costretti a renderci conto che ciò non è possibile. Come mai?

Le variabili che ci impediscono di essere veramente produttivi sono tante. Esistono, tuttavia delle azioni da compiere quotidianamente, che ci possono aiutare ad aumentare la nostra efficienza.

Ci sono individui che le hanno fatte proprie apprendendole con l'esperienza, fin dal tempo della scuola. Chi ha un metodo di studio che funziona in genere dichiara di trovarsi bene anche in altri contesti.

C'è anche un'altra verità. Noi esseri umani abbiamo la naturale tendenza a dare il massimo nelle cose in cui crediamo. Per questo motivo quando non otteniamo un risultato ci demoralizziamo.

Essere produttivi ci dà una percezione di significato che è fondamentale per il nostro benessere psico-fisico. 

Ecco quindi le tre azioni decisive.

In questo articolo ti voglio parlare di 3 azioni, scelte o modalità di intervento per diventare più produttivo. Devo dire che tutti noi abbiamo un po' il desiderio di essere più produttivi, più efficaci quindi più capaci di portare a termine i nostri obiettivi e anche più efficienti, cioè ci piacerebbe consumare meno energia, investire meno tempo e magari essere anche in grado di ritagliarci del tempo per cose che in genere mettiamo in disparte, come la famiglia, il divertimento oppure la nostra salute e la forma fisica.

Ecco perché mi interessa il concetto di diventare più produttivo, perché essere più produttivo vuol dire anche guadagnare tempo per inserire nella tua vita cose che molto spesso vengono tralasciate.

Il tempo - come ripeto spesso - è di gran lunga la risorsa più importante. Non esiste nulla di più prezioso e deteriorabile di esso. Può essere convertito in felicità? Trasformato in decisioni produttive? Certo, ma è comunque un "bene consumabile" per definizione. Prima o poi finisce. 

Aggiungi che la biologia rema contro di noi. Il tempo a nostra disposizione non inizia e finisce nell'intervallo tra la nascita e la morte, varia a seconda dell'età, tanto per iniziare. Il tempo della crescita e della maturazione sessuale si contrappone a quello dell'invecchiamento e della sempre minor capacità delle nostre cellule di ripararsi e generarsi. Alla fine, nell'arco di una vita, ci sono periodi in cui potrai fare delle cose, e altri in cui non potrai farle.

La legge, gli usi e i costumi che vietano o permettono di fare delle cose, tendono a uniformarsi rispetto alle capacità biologiche (e quindi giuridiche) di un individuo. Anche la condizione economica può modificare la concezione del tempo. Ma la quantità totale a propria disposizione è comunque soggetta ai limiti biologici.

Riguardo a questo, è importante però capire che il desiderio di essere produttivi non è soltanto connesso al guadagno, alla carriera, al successo, alla fama.

Noi tendiamo sempre a collegare l'idea di produttività a questo, agli aspetti materiali del lavoro che ci portano a scalare all'interno della società i vari ruoli fino a diventare più potente, più ricco eccetera.
Questa è una visione di produttività molto popolare ed è anche corretto non negarlo, però non è a questo che guardo.

Vorrei provare a farti ragionare su un altro aspetto per cui la produttività è importante.

Noi esseri umani amiamo fare le cose bene e, devo dire la verità, se non fosse così non saremmo probabilmente arrivati ad essere la specie che siamo.

Noi esseri umani abbiamo un forte desiderio di dare il nostro meglio, di fare bene le cose in cui ci impegniamo e allo stesso tempo disdegniamo la sensazione di no poter concludere nulla.

Non c'è nessuna persona al mondo, facci caso, sarà successo anche a te molte volte, a cui piace non concludere nulla.

Chi si maschera dietro questa idea lo fa in realtà per proteggersi, ma non c'è nessun essere umano a cui fa piacere fare le cose male, trascurare i propri compiti, non concludere niente, essere incapace. E la ragione è molto semplice: essere produttivi, essere capaci, essere efficienti ed efficaci ci dà una percezione di significato che è estremamente importante per il nostro benessere.

Il nostro benessere complessivo è legato molto al significato che percepiamo di avere, cioè chi siamo, come gli altri ci vedono... e la produttività, ovvero la manifestazione concreta delle nostre capacità, è ovviamente molto legata a questo. Accade più o meno lo stesso nel meccanismo della coerenza. Come essere umani siamo molto legati al concetto di coerenza, per cui evitiamo fino a che è possibile atteggiamenti che possano farci sembrare incoerenti.

Nonostante questa convinzione sia molto radicata, è molto difficile applicare delle regole che stimolano la produttività.

Tante persone ritengono che per produrre di più debbano fare sempre di più, senza rendersi conto che la qualità, in tantissimi casi, conta più della quantità. Anche quando potrebbe apparire vero il contrario.

Lo scaricatore di porto che deve riempire un container di scatole, sa benissimo che è molto più efficiente usare un muletto al posto delle braccia. È la qualità del lavoro che conta.

Non è spremendosi come un asino in miniera che può pensare di fare di più. Ci sono dei limiti. Il primo grande errore è quindi quello di reagire alla sensazione di essere inconcludente con frasi come:

"Devo produrre di più, aggiungo ore di lavoro, aggiungo compiti, faccio di più, mi spremo sempre di più”.

In realtà molto spesso questo avviene a discapito della salute, della condizione fisica, del recupero, del riposo e quindi a lungo andare semmai ha un effetto negativo sulla produttività.

Inoltre è un mantra che non ha alcun connotato di vero coinvolgimento.

Del resto, e te lo dico per esperienza, con gli atleti succede la stessa cosa.

Non è che allenarsi di più equivalga ad andare meglio. Bisogna allenarsi meglio per andare meglio in gara. Non di più. Perfino l'allenamento con i pesi, basato su movimenti meccanici standardizzati, con un carico in progressione nel tempo, necessita di un costante miglioramento nella tecnica di esecuzione, nel recupero, nella prevenzione degli infortuni, nell'alimentazione.

In più c'è anche un altro aspetto; la produttività nel tempo, cioè la capacità di rimanere produttivi a lungo, è molto legata all’armonia, alla sensazione di piacere, non alla pressione, allo stress, alla pesantezza dei compiti che devi fare.

Anche il più produttivo del mondo può avere delle giornate no, in cui rende di meno. Lo vedi proprio dagli sportivi. Essere al top è complicato e non puoi farti ammazzare dallo stress, se un giorno non vai come dovresti.

Allora ti voglio suggerire 3 azioni da considerare per migliorare la tua produttività, dopo aver fatto questo preambolo, quindi la tua produttività sotto questi profili.

1. Mangiare sano è fondamentale

La produttività, anche se è fisica - è evidente quanto il mangiare sia connesso con la nostra capacità di fare lavoro fisico - è altrettanto connessa con la nostra capacità di fare il lavoro intellettuale, solo che tendiamo a dimenticarcene.

Tendi a pensare che il lavoro intellettuale, cioè tutti quei lavori che richiedono un impegno mentale, non abbiano bisogno di un corpo che funzioni bene, ma non è affatto così.

Ogni manifestazione del nostro cervello avviene in realtà in un contesti biochimico e fisiologico, che a livello cellulare richiede e necessita di determinati meccanismi che un'alimentazione errata ovviamente non permette di esprimere.

€ giusto quindi fare riferimento ai principi dell'alimentazione corretta per evitare di incappare in errori, che prima o poi ti chiedono di pagare dazio: esagerare con gli zuccheri, saltare i pasti, avere un regime talmente sbilanciato nei macronutrienti da mettere in crisi il metabolismo.

Al contrario devi applicare le regole della Nutrizione Potenziativa.

Il binomio nutrizione-salute è ormai accertato e la scienza della nutrigenomica sta sempre più trovando spazio. Ne ho parlato già ai tempi del mio libro "Mangia che ti passa":  l'alimentazione è fondamentale per la salute del cervello, per mantenerlo sano nel tempo.

2. Inserire delle micro pause

Se n'è parlato anche in epoca di Covid-19, con l'introduzione della didattica a distanza: che capacità di focus hanno adulti e bambini durante lo spazio di una lezione? Meno di un'ora.

Nel lavoro il tempo può essere esteso, ma oltre un'ora, un'ora e mezza al massimo, non è più così concentrato come all'inizio del task.

Il calo della prestazione arriva e sapendolo, è forse meglio fermarsi prima, inserendo delle micropause.

Di fronte a questo affanno e quindi andiamo in cerca di un compenso, allora ecco il dolcetto o la pausa per fumarsi una sigaretta, che ci danno la sensazione di un riavvio.

Evitando il ricorso ad abitudini malsane, meglio concentrarsi su qualche secondo di respirazione addominale, un po' di stretching, un po' di allungamento, un sorso d’acqua, una boccata d'aria e si ritorna a fare quello che si stava facendo prima, ma ovviamente con più energia.

3. Utilizzare un timer per suddividere i compiti della giornata

Cosa vuol dire questo? Vuol dire cercare di ridurre quella componente del caos e delle interruzioni e delle distrazioni che ha un impatto così profondo sulla produttività di tutti noi. Dobbiamo, in un certo senso, imparare ad isolarci. In particolare quando dobbiamo svolgere dei compiti che richiedono una forte concentrazione, a disconnetterci dal resto... in modo tale da permettere al cervello di esprimere tutta la sua capacità sul quel compito su cui abbiamo deciso di concentrarci.

Quindi 3 azioni piuttosto semplici da ricordare, magari non così facili da inserire, ma se ti impegni sono sicuro che ce la puoi fare, per migliorare la produttività partendo dal concetto che essere produttivi è bello. Essere produttivi ci fa sentire bene, lo dobbiamo fare per questo. Non per i soldi, non per il guadagno, ma per dare piena manifestazione alle nostre capacità.

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Filippo Ongaro

AUTORE

Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2007, autore Bestseller, ideatore del Metodo Ongaro® e ambasciatore Still I Rise

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