Una memoria di ferro con la vitamina D

Una memoria di ferro con la vitamina D

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Meglio godersi una bella giornata di sole appena è possibile. Così si fa scorta di vitamina D e si potenzia la memoria.

Tutti noi sappiamo che esporsi al sole (in maniera intelligente e misurata) consente di fare il pieno di vitamina D. Ma cosa è, esattamente, le vitamina D? E come possiamo assimilarla con la nutrizione? E perché sembra rivestire un ruolo interessante nel potenziare le funzioni cognitive?

Conosciamo la vitamina D e le sue funzioni

Cosa sappiamo della vitamina D? La chiamiamo “vitamina”, ma non possiamo ritenerla tale in senso stretto. Infatti, il termine “vitamina” identifica sostanze organiche biologicamente preziose che devono necessariamente introdotte con l’alimentazione perché il nostro organismo non è in grado di produrle (sintetizzarle) autonomamente. Invece, la vitamina D è principalmente sintetizzata dall’esposizione ai raggi solari, e in condizioni fisiologiche non è necessario introdurla anche attraverso la dieta per raggiungere una quantità ottimale.

Potremmo più correttamente definire la vitamina D un pre- ormone, con l’importante compito di regolare il metabolismo di fosforo e calcio. L’apporto alimentare di vitamina D garantisce circa il 10- 15% del fabbisogno, mentre la quota più significativa è prodotta dal nostro organismo attraverso la sintesi cutanea.

La vitamina D promuove la fisiologica crescita dello scheletro ed è molto importante per assicurare le proprietà strutturali, l’elasticità e la robustezza dell’osso.

C’è correlazione tra scarsa memoria e carenza di vitamina D ? Sì, ne parla uno studio

Oltre a favorire la salute dello scheletro, svariati studi hanno rilevato come la vitamina D sia coinvolta in alcune funzioni biologiche extra-scheletriche: si è scoperto che i recettori della vitamina D si trovano a livello di cellule e tessuti dell’intero organismo, per cui si sono ipotizzate plausibili funzioni dette “pleiotropiche”, cioè a livello sistemico e quindi anche del sistema nervoso centrale.

In particolare, uno studio recente sulla somministrazione di vitamina D ha messo in evidenza un accrescimento delle funzioni cognitive in un gruppo di adulti sani. Una carenza di vitamina D nell’organismo è stata associata a demenza e declino cognitivo.

Non sono ancora del tutto chiari gli effetti della vitamina D sulle funzioni cognitive, tuttavia si presuppone che un suo elevato dosaggio potrebbe promuovere l’aumento delle funzioni a livello cognitivo, in particolar modo tra gli adulti con insufficienti livelli di vitamina D. 

Come si è svolta l’indagine? 82 adulti canadesi con concentrazioni di vitamina D ritenuti sotto alla soglia minima (≤100 nmol/L), sono stati sottoposti ad alte (4000 u.i./die) o basse (400 u.i./die) somministrazioni di vitamina D3 per 18 settimane. Le prestazioni cognitive sono state analizzate prima e dopo la somministrazione, basandosi su differenti test specifici.

A conclusione dello studio, la memoria visiva ha evidenziato un miglioramento nel gruppo che ha ricevuto un più elevato dosaggio dell’integrazione di vitamina D, soprattutto nelle persone con un valore di base insufficiente. Questa e altre ricerche hanno dunque individuato un legame significativo tra alte concentrazioni di vitamina D e un miglior funzionamento cognitivo.

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Perché si ha poca memoria?

L’invecchiamento delle cellule cerebrali è un fenomeno fisiologico che determina l'indebolimento della capacità, di riparare e rigenerare le cellule da parte del nostro organismo. È l'ippocampo la regione del cervello responsabile della formazione dei ricordi, e spesso può deteriorarsi col trascorrere del tempo.

Anche la produzione di ormoni va diminuendo con l'avanzare dell'età e la riparazione delle cellule è più rara e meno efficace. Inoltre, l'afflusso sanguigno al cervello può ridursi inficiando le capacità cognitive nella loro totalità.

Inoltre, uno stile di vita convulso e frenetico può avere alcune conseguenze negative, come proprio la riduzione della memoria nelle attività cognitive quotidiane. Compiere azioni in modalità multitasking (per la quale noi esseri umani non siamo programmati) può causare un significativo affaticamento dell’attività cerebrale, la cosiddetta “stanchezza mentale” che molti di noi sperimentano fin troppo spesso.

Anche cattive abitudini possono causare un invecchiamento cerebrale, se radicate e reiterate nel tempo: fare vita troppo sedentaria, isolarsi senza coltivare le relazioni sociali, abusare di fumo e alcool, consumare cibo spazzatura abitualmente, non essere curiosi, non imparare cose nuove, non allenare la propria mente (la pigrizia mentale è deleteria!). In questo video ho spiegato come risolvere problemi di concentrazione e memoria.

 

Quali sono gli alimenti ricchi di vitamina D?

È possibile migliorare la memoria anche attraverso l’alimentazione? Purtroppo non sono molti i cibi per la memoria e la concentrazione che contengono vitamina D. Infatti, come abbiamo visto all’inizio di questo articolo, la vitamina D è sintetizzata dal nostro organismo (a livello dei reni), e il processo è completato a livello cutaneo, soprattutto quando la nostra pelle è esposta alla luce solare. 

Tuttavia, alcuni alimenti possiedono quantità più interessanti di vitamina D rispetto ad altri, ed è il caso di farne una bella scorta. Le due più note forme alimentari di vitamina D sono la vitamina D2, che si trova nei funghi, e la vitamina D3, presente nei derivati animali. Pesci come sgombro e salmone (entrambi meglio pescati e non da allevamento), tuorlo d’uovo; funghi (ricchi di vitamina D2: i funghi esposti a radiazioni solari e raggi UV sono gli unici alimenti vegetali con una interessante quantità di vitamina D biodisponibile, ciò potrebbe essere utile per chi segue un’alimentazione vegana). 

La vitamina D è dunque presente in alcuni alimenti, ma per ottenerne una concentrazione adeguata nel nostro organismo è spesso suggerita una integrazione alimentare, e si raccomanda di esporsi al sole per facilitare la sintesi della vitamina D a livello cutaneo.

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Filippo Ongaro

AUTORE

Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2007, autore Bestseller, ideatore del Metodo Ongaro® e ambasciatore Still I Rise

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