Come imparare a stare da soli? Perché imparare a coltivare la solitudine

Come imparare a stare da soli? Perché imparare a coltivare la solitudine

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Perché dovremmo imparare tutti a stare da soli? In un’epoca di interconnessione e interazioni virtuali, paradossalmente siamo sempre più soli, o meglio, affetti da solitudine. C’è una sottile, ma sostanziale, differenza.

Infatti, decidere di stare soli e sentirsi soli non sono certo la stessa cosa: la prima è una scelta, la seconda è una condizione che si subisce. Scopri di più insieme a me e capiamo insieme come fare un lavoro su se stessi e imparare l’”arte della solitudine” come valore aggiunto, per acquisire sicurezza, autonomia e raggiungere un buon equilibrio interiore, prezioso per le relazioni interpersonali (reali, non virtuali).

Stare soli fa paura? 

In questo video spiego perché è importante imparare a stare soli e come fare

 

Perché stare soli può spaventare? Perché non siamo capaci di coltivare una sana solitudine? Molto spesso si riscontra una interessante diffusione di un forte bisogno di appartenenza, di sentirci riconosciuti dagli altri; in alcuni casi si parla di situazioni che hanno uno sfondo patologico, di dipendenza affettiva: ciò è legato a una scarsa autostima, poiché quando si ha troppo bisogno di conferme o di attenzione dagli altri, è difficile scoprire se stessi e avere il giusto livello di conferme interne. 

Il fagocitante mondo dei social ha peggiorato sensibilmente la condizione di dover ricevere approvazione e attestazioni di conferme: basti pensare alla “fame di like” di cui sembrano aver costantemente bisogno i ragazzi (e non solo) ogni volta che pubblicano un post o una foto. Ciò acquisisce un’importanza spropositata, generando addirittura fenomeni di ansia. 

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Giovani, social e palcoscenico virtuale: la necessità di essere sempre approvati

I giovani si sovraespongono, e la loro immagine non viene messa in discussione solamente a scuola, nello sport e nel contesto sociale vero, ma anche e soprattutto nell’universo digitale: i ragazzi percepiscono la realtà virtuale come uno spazio molto più ampio e complesso da gestire. 

Questo essere connessi diventa una necessità di conferme, ma non è sufficiente ad appagare il nostro desiderio di sentirci veramente apprezzati da qualcuno. Altrimenti non si spiegherebbe come mai, pur essendo continuamente connessi ci sentiamo, in tanti, sempre più soli e distaccati, sempre più in difficoltà a creare una interazione sociale che veramente ci soddisfi e ci gratifichi. È importante, invece, coltivare la propria interiorità per accrescere la fiducia in se stessi

Stare bene con se stessi per costruire relazioni migliori con gli altri

Tutto ciò è legato al fatto che non siamo più capaci di stare da soli e accettare, accogliendoli e valorizzandoli, gli “spazi vuoti”, che dobbiamo sempre (a volte spasmodicamente) riempire con qualcosa. La qualità delle relazioni con gli altri è determinata dalla intensità e dalla qualità della relazione che abbiamo con noi stessi. I rapporti con gli altri sono sempre il riflesso di quanto profonda, forte e strutturata è la relazione che intratteniamo con noi stessi

Al contrario, quando la relazione con noi stessi è debole, scarsa, poco approfondita, ciò si rifletterà sempre nel rapporto con le altre persone e nelle connessioni umane che creiamo. Una delle ragioni principali è che soltanto se ci conosciamo a fondo possiamo decidere come gestire i rapporti con le altre persone, fuori da meccanismi virtuali o di finzioni, maschere sociali, condizionamenti da cui ci facciamo irretire, (questo è tanto più frequente quanto più è fragile la conoscenza che abbiamo di noi stessi). 

Eppure, se conoscere se stessi è prezioso e importante, siamo sempre molto più proiettati verso l’esterno che verso la nostra interiorità. Forse ciò ci spaventa, perché percepiamo la solitudine come isolamento, abbandono, ma non è affatto così: imparare a coltivare la solitudine non significa rinunciare a tutto il resto, fare l’eremita. 

Significa, al contrario, allenare la nostra capacità di entrare in sintonia con le parti più profonde di noi stessi per conoscerci, per ascoltare le voci interne che ci dicono anche quello che ci piace veramente e che magari non è quello che piace agli altri o che vediamo in una foto di Instagram, ma viene da dentro di noi e dalla nostra interiorità.

Faremo sempre più fatica a esplorare il nostro universo interiore se non ci concediamo qualche istante di isolamento, silenzio, riflessione e meditazione. Trascurare la nostra interiorità non ci doterà degli strumenti emotivi utili a cogliere il nostro valore, a rafforzare e valorizzare la nostra ricchezza interna, per trasferire poi questo prezioso bottino nelle relazioni con le altre persone.

Non è bello sentirsi soli, ma saper stare da soli lo è 

Troppo rumore di fondo, critiche, eccessivi stimoli, pettegolezzi, giudizi, polemiche: troppe interferenze, c’è bisogno di silenzio perché questo universo interiore si manifesti a noi. Un consiglio che ti do per riappropriarti della bellezza della tua solitudine è riconnetterti con la natura: la natura ti dà gioia proprio perché ti concede di concentrarti sulla tua musica interiore, e puoi goderti quel momento senza aver bisogno di condividere immediatamente con qualcun altro quello che stai vedendo e apprezzando. 

La natura ha una potenza rigenerativa disintossicante, liberatoria rispetto invece al contesto sociale che molto spesso finisce per opprimerci, dare un senso di peso e chiusura. Ciò vale anche (e soprattutto) per i più giovani, per i ragazzi che sembrano non essere più capaci di stare soli, ma anche di stare fermi senza qualche dispositivo in mano o senza necessariamente qualcosa da fare.

L’apprezzamento del concetto di noia, poter stare fermi e semplicemente osservare, è prezioso, poiché solo così si potrà perfezionare la propria capacità percettiva, le proprie sensazioni, l’interazione con il mondo esterno. Dobbiamo stare molto attenti a non sopprimere completamente le nostre qualità umane, quelle che ci consentono di vivere la realtà. Osservare e scandagliare la propria interiorità è un importante e doveroso percorso di crescita personale

La tecnologia è ormai parte integrante delle nostre strutture di vita, ci può offrire tanti aspetti positivi e non poche comodità, ma dobbiamo essere noi a controllarla, non il contrario. Per esserne capaci, dobbiamo ri- sintonizzarci con le parti più profonde di noi stessi e stare da soli è un ottimo modo per capire davvero chi siamo. 

Vuoi sviluppare coraggio e autostima per affrontare al meglio la tua vita, oltre la paura? Ripartire con slancio e raggiungere tutti gli obiettivi che hai fissato non è affatto impossibile, anzi. Basta superare blocchi mentali, tentennamenti, insicurezze. Non lasciarti condizionare dalla paura di sbagliare, non rinunciare a vivere appieno perché hai paura: ti suggerisco di seguire il mio videocorso Supera le tue paure, con il quale apprenderai il metodo scientifico per affrontare e superare ciò che ti spaventa e vivere finalmente la vita che meriti.

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Filippo Ongaro

AUTORE

Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2007, autore Bestseller, ideatore del Metodo Ongaro® e ambasciatore Still I Rise

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