Trovare il tempo per sé

Cambiare vita ed iniziare a prendersi cura di sè può sembrare molto complesso. Molti credono di non avere le competenze per farlo, altri si illudono di non averne bisogno. Ma la maggior parte delle persone si nasconde dietro alla scusa di non avere abbastanza tempo.

La mancanza di tempo è l'alibi universale, perfetto per sfuggire ad ogni sorta di responsabilità personale: non faccio sport perché non ho tempo; non mi occupo dei figli perché non ho tempo; guido come un pazzo mettendo a repentaglio la vita mia e degli altri perché non ho tempo, sono tutti esempi di come l'idea di non avere tempo venga usata per giustificare comportamenti scorretti e dannosi.

Prova allora a chiederti: chi definisce il tuo tempo? Sono davvero rare le vite in cui il ritmo è scandito dagli altri. Oggi la maggior parte di noi ha un'ampia gamma di potere decisionale e anche se non può controllare tutto, può sicuramente decidere molto.

Decidiamo noi quanto spazio dare ai pettegolezzi, alle trasmissioni televisive inutili, al navigare senza meta su internet, ai minuti trascorsi in doccia. Siamo noi a decidere a che ora ci alziamo e quando andiamo a letto.

Il problema è quel brutto vizio di concentrarci sempre sui fattori esterni invece di lavorare su quelli interni. Allora la mancanza di tempo la attribuiamo al traffico, al lavoro, agli appuntamenti ma ci dimentichiamo che tanti altri fattori dipendono esclusivamente da noi.

Uno studio recente stima che il 25% (la porzione maggiore) degli utilizzatori di smartphone lo usa per 2-3 ore al giorno. Il 12% (una percentuale comunque importante) arriva a 4-5 ore al giorno. La maggior parte di queste ore viene considerata "perdita di tempo" ossia navigazione per distrarsi e non per raggiungere qualche obiettivo. Pensa a quante cose si possono fare in quel tempo.

Se mettiamo da parte gli alibi e le scuse possiamo andare alla ricerca delle vere cause che ci portano a trascurare la salute e i rapporti con i nostri cari. 

Siamo quasi ossessionati oggi dalla mancanza di tempo; è incredibile, sembra che sia diventato una specie di mantra dire "non ho tempo”, ma io purtroppo, avendo lavorato con tantissime persone, sono convinto che non sia così.

Sono convinto che dire "non ho tempo" è diventato un alibi, è diventato una scusa.

Il tempo è anche troppo, lo sviluppo della nostra società infatti ha liberato tempo.

Proviamo a pensare un attimo agli impegni che una semplice casalinga poteva avere 100 anni fa: lavare tutto a mano, pulire la casa tutta a mano, non avere nessun tipo di ausilio per esempio con i bambini neonati.

Non credo che 100 anni fa o 150 anni fa fosse così facile tenere pulito e contento un neonato.

Quello che voglio dire è non possiamo far finta che oggi siamo oberati da impegni e che invece una volta era tutto bello perché si andava a passeggiare nelle praterie in mezzo alla natura. Io credo che fosse un po’ il contrario, una volta la vita era veramente dura e priva di supporto.

Oggi abbiamo la possibilità di diventare molto più furbi, ma la perdiamo. Il problema non è che non abbiamo tempo è che investiamo il tempo nelle cose sbagliate e quindi tutto quello che doveva essere un aiuto purtroppo ha interagito in maniera non particolarmente efficace con le basi istintive del nostro cervello e non è più un aiuto, diventa una dipendenza.

Pensa a quanto tempo perdiamo con il telefonino in mano, addirittura utilizziamo il termine “navigare" in internet, ma navigare senza una meta vuol dire perdersi, eppure lo facciamo continuamente. Finiamo su siti che non abbiamo nemmeno mai cercato, non sappiamo neanche più cosa stavamo cercando.

È diventata un'ossessione cercare.

Ti viene in mente una cosa e la prima cosa che fai è cercarla.

Ma cosa avresti fatto 20 anni fa? Probabilmente avresti riflettuto e detto “ok, mi interessa davvero sapere quanto lungo è quel tratto di autostrada oppure mi interessa davvero sapere chi ha fondato il supermercato che ho visto alla rotonda quando guidavo in macchina?”.

Ecco probabilmente 20 o 30 anni fa avresti pensato "ma sai cosa, dovrei andare in biblioteca, cercare un'enciclopedia, superare tutta una serie di ostacoli” e avresti dedotto che non te ne frega nulla del supermercato, della lunghezza dell'autostrada e avresti preferito investire il tuo tempo in un altro modo.

Oggi la facilità di raggiungere questa informazione, diventa una fregatura se non sai controllarla, perché diventi succube degli istinti esploratori del tuo cervello.

Siccome il nostro cervello è fatto per esplorare, ma attenzione tutta l’evoluzione è finalizzata a controllare quelle parti del cervello per non disperdere energia, devi esplorare quando serve, andare a caccia quando serve.

Oggi non è più così, hai il telefonino, navighi in internet, ci sono le televisioni, i giornali, tutta questa distrazione che ti illude di riempire il tuo cervello di cose importanti e invece lo riempie di cose inutili che non ti servono, cose che se ti costasse più fatica reperire, decideresti di non cercare minimamente.

Il vero problema qui non è che manca il tempo, manca il controllo, manca una lista di priorità che faccia una distinzione netta tra ciò che conta davvero e ciò che ti ruba la vita, ciò che ti ruba tempo, positività ed energia.

Perché poi la cosa straordinaria è che noi pensiamo di essere furbi, noi pensiamo di essere coperti di spazzatura negativa, ma ci illudiamo e ci diciamo "ma a me non fa mica effetto sta roba”.

L'effetto c'è ed è stato dimostrato tantissime volte, l'informazione tossica ti invade e non te ne accorgi, te lo garantisco.

E cosa accade? È molto semplice, e spiega anche molto bene perché oggi siamo nella condizione in cui siamo, distratti, poco concentrati, dipendenti da queste continue distrazioni che però a livello di contenuto sono perlopiù spazzatura.

Diventiamo insoddisfatti anche senza accorgercene e cosa succede quando diventiamo insoddisfatti? Andiamo in cerca di compensi.

Ecco perché mangiamo anche quello che non vorremmo mangiare. Ecco perché vogliamo continuare a vedere la televisione invece di andare fuori a camminare. Diventa un circolo vizioso da cui non si riesce ad uscire.

Allora il consiglio che ti do invece di provare a trovare una giustificazione dicendo "non ho tempo” è comincia a farti delle domande un po' più serie: chi vuoi essere?

Vuoi essere uno in controllo della tua esistenza o succube degli stimoli che vengono dall’esterno? Datti degli obiettivi. Prova a fare questo esercizio: 3 obiettivi a cui non rinunci.

Cosa sei disposto ad eliminare? Perché molto di una vita, diciamo di successo, ha che fare con quello che sei disposto a lasciar andare per ottenere esattamente ciò che vuoi tu.

Chi punta ad avere tutto, chi punta ad essere circondato da cose, da stimoli, in genere si perde e non riesce a prendersi quello che veramente gli serve per essere soddisfatto.

Le scuse, gli alibi, il non ho tempo, da medico lo dico, è un po' come curare il sintomo senza capire nulla delle cause.

Alla fine la malattia viene fuori più forte di prima e scoprire le cause, andare oltre gli alibi, andare oltre le scuse, è invece un modo per liberarsi definitivamente, alleggerirsi, ed essere quindi più agili e più pronti per andare a conquistare quello che ti interessa.

Concludo dicendoti che se per caso sei una di quelle persone che dice "io non faccio sport, io non mi alleno perché non ho tempo, anzi magari avessi tempo" ti consiglio di provare a rigirare questa scusa e a considerare il fatto che se non ti alleni non è perché non hai tempo, ma perché non ti interessa abbastanza.

Se senti che è arrivato il momento di riorganizzare tanti aspetti della tua vita e di ottimizzare le tue giornate per non perdere tempo, allora non perdere l'opportunità di questo corso "Avvia il cambiamento", che ti aiuterà davvero!

 

1. Dipendenza dalle distrazioni

Distrarsi crea una momentanea produzione di dopamina causata dalla percezione di novità. Questa da una sensazione di piacere e di leggerezza da cui noi diventiamo rapidamente dipendenti. Secondi vari ricercatori, oggi siamo dipendenti in primo luogo dalle distrazioni e abbiamo perso la capacità di concentrarci a fondo su un compito. Questo si traduce in un'enorme perdita di tempo.

2. Battaglia per l'attenzione 

La nostra attenzione è una risorsa limitata che andrebbe investita attentamente sulle cose che contano davvero. Oggi siamo bersagliati da stimoli che richiedono la nostra attenzione e questo riduce le risorse disponibili quando l'attenzione serve veramente. Dove si dirige l'attenzione va a finire il nostro tempo. Se l'attenzione è dispersa su mille fronti, come accade oggi nell'epoca del multitasking, il tempo si diluirà in un miriade di istanti senza impatto alcuno sulla nostra vita. Questo è particolarmente vero per i più giovani.

3. Risposta immediata

Gli esseri umani sono, sul piano comportamentale, programmati per scegliere il beneficio immediato rispetto a quello a lungo termine. Se non educhiamo le nostre risposte, la naturale tendenza di ognuno di noi sarà quella di scegliere di dirigere l'attenzione verso ciò che ci dà appagamento immediato. Per questo diventiamo vittime del fumo, del cibo, delle droghe e anche delle distrazioni.

La vita può sembrare breve o lunga a seconda di come percepiamo lo scorrere del tempo. Ma sicuramente sarà vuota se non riusciamo ad apprezzare profondamente ciò che ci accade perché tutto ci sfugge dalle mani.

Quanto ti sarà sembrato che i figli siano cresciuti in un istante, che la tua pelle sia improvvisamente diventata rugosa e i tuoi capelli grigi, dipende esclusivamente da quanto sarai stato capace di goderti le emozioni della tua esistenza.

Per questo la vita a pieno può esistere solo nel momento in cui impariamo a gestire il tempo e a dirigere la nostra attenzione sulle cose che contano davvero. In fondo il tempo è solo il riflesso delle priorità che ti sei dato. 

Impara a gestire meticolosamente il tuo tempo, comincia dai rituali di una giornata ideale, che ho raccolto in un pratico manuale in PDF.

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Filippo Ongaro

AUTORE

Filippo Ongaro

Medico degli astronauti dal 2000 al 2007, autore Bestseller, ideatore del Metodo Ongaro® e ambasciatore Still I Rise

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